Flauto Bansuri

Il flauto di canna e’ il compagno di tutti coloro che sono separati dal proprio amore. Le sue note hanno tolto i nostri veli. Chi conosce un tale veleno e assieme un antidoto come il flauto di canna? ( J. Rumi)

Il Bansuri è il flauto di bambù tradizionale indiano (bans=bambù, sur =suono, intonazione). Soltanto dalla metà del xx secolo, con l’adattamento del flauto popolare a dimensioni più grandi per eseguire il repertorio della musica d’arte evolutasi nelle corti, il bansuri è tornato alla ribalta della musica classica, ma nella storia della musica indiana il flauto di bambù è stato sempre associato al canto e all’accompagnamento della musica sacra d’insieme. Grazie alla musica popolare questo ruolo del flauto di canna è rimasto vivo fino ai giorni nostri, assumendo rinnovata importanza nella musica classica colta del ‘900. Il flauto occupa un posto d’onore nella poesia, nella mistica e nelle arti figurative dell’India. Attraverso spunti letterari, linguistici, poetici e musicali, ma soprattutto con la pratica, si ravvisa il rapporto simbolico del flauto di bambù con l’essere umano e il Soffio Vitale (pranavayu), i cui riferimenti sono riscontrabili nella scienza metafisica del suono, il nada-yoga. Il suono sottile è una delle prime manifestazioni nella cosmogonia ed è contemplato nella prassi musicale con il suo sbocciare nei diversi punti del microcosmo.

Igor Orifici studia dal 1997 la musica indiana con il bansuri sotto la guida di Lorenzo Squillari. Dal 2001 partecipa a workshop intensivi del gruppo Milon Mela Source’s Research Theatre in Italia e in India (Shantiniketan, W.B.). Partecipa regolarmente ai seminari di Pandit Hariprasad Chaurasia in Italia e in India. Coltiva lo studio dei raga e della tecnica espressiva del bansuri grazie alla collaborazione con Shri Supriyo Dutta. Segue e accompagna musicisti Baul del Bengala, interessandosi ai contenuti della tradizione popolare e musicale bengalese. Nel 2009 si è diplomato con lode nel corso Tradizioni Musicali Extraeuropee ad Indirizzo Indologico del Conservatorio di Vicenza, con una ricerca sulla storia, la filosofia e la prassi della musica indiana e del flauto bansuri in rapporto al principio del soffio vitale nella tradizione indiana. Si dedica all’insegnamento del bansuri accompagnando periodicamente diversi maestri indiani e italiani, danzatrici e musicisti nella conduzione di spettacoli e laboratori. Ha partecipato a spettacoli teatrali e di teatro di figura sia come marionettista (kathputli) che come musicista (ombre e burattini). Ha presentato il flauto bansuri e la musica indiana in workshop tematici alla Punjabi University di Patiala (India), all’Università degli Studi di Milano, al Conservatorio Verdi di Milano.

Nel laboratorio i partecipanti potranno sperimentare i fondamenti della musica indiana in maniera immediata, attraverso esercizi di respirazione e canto. In una ricerca continua di intonazione e qualità timbrica, familiarizzeremo con la tecnica del flauto traverso di bambù memorizzando i fondamentali esercizi e le forme melodiche. Il percorso di apprendimento del bansuri classico può essere schematicamente diviso in quattro fasi:

1) Impostazione: respirazione e imboccatura; postura e tecnica digitale; intonazione dei suoni naturali;

2) Esercizio: emissione e qualità del suono; scale ed esercizi melodici; pratica di semplici melodie e poi uno o due raga fondamentali;

3) Approfondimento: uso delle note alterate con apertura parziale dei fori e microtoni; tecnica dello staccato, ornamenti e abbellimenti, composizioni e variazioni su cicli ritmici in diverse velocità di tempo;

4) Perfezionamento: pratica ed esecuzione di un raga seguendo uno sviluppo organico; composizioni per strumento con l’accompagnamento del tabla.

Nota bene: il bansuri è fornito dall’insegnante gratuitamente per la durata del laboratorio. Se si desidera acquistarne uno, contattare privatamente il centro per informazioni.