Danza Kuchipudi

L’arte della danza classica indiana

Le danze antiche dell’India sono espressioni della mente e dell’anima in un’unica esplosione di energia vitale: la danzatrice danza a piedi nudi, ornata dai suoi più bei gioielli ed introduce l’altro mondo – quello ultraterreno, abitato da Vishnu, Krishna, Ganesha – nel mondo terrestre, dando corpo agli dei, con movimento e anima.

La danza, come tutte le manifestazioni dell’arte indiana, si esprime attraverso il rasa (umore, sapore, sentimento), il bhava (emozione), l’abhinaya (mimica), componenti che insieme permettono di raggiungere l’ananda (beatitudine cosmica).

Gli stili principali della danza classica indiana sono: Kuchipudi, Mohiniattam, Kathak, Kathakali, Manipuri, Odissi e Bharatnatyam.

La danza indiana esprime grazia e bellezza, ma è soprattutto una preghiera e una forma espressiva ricevuta in dono dagli dei per elevare lo spirito umano fino a farlo congiungere all’Assoluto: attraverso la danza, Shiva avrebbe creato l’universo e si narra che se smettesse di ballare il mondo si fermerebbe.

Lo Stile Classico Kuchipudi

Nei quattro Libri Sacri dei Veda compaiono riferimenti alla danza indiana come forma di teatro-danza. In questo ambito si colloca il Natya Shastra, un trattato sulla danza in cui si trova l’esplicito riferimento ad uno stile particolarmente aggraziato, praticato nella regione dell’attuale Andhra Pradesh: il Kuchipudi.

La danza Kuchipudi trae le origini ed il nome dal villaggio di Kuchilapuram, nello Stato dell’Andhra Pradesh, noto per le sue arti teatrali. Qui si sviluppò inizialmente come un movimento bhakta (devozionale) all’inizio del VII secolo d.C.

I brahmani, giovanissimi, venivano iniziati al canto e alla danza secondo lo stesso insegnamento impartito alle danzatrici dei templi: mentre le mura del tempio proteggevano le danzatrici, ai ragazzi era concesso esibirsi in pubblico in compagnie itineranti che rappresentavano azioni sceniche ispirate ai testi sacri.

La diffusione popolare della danza rischiò di oscurarne gli aspetti più puri; fondamentale per la salvezza della tradizione fu allora il ruolo di alcuni grandi maestri che diedero a questa forma d’arte un canone definitivo. Quello che ancora oggi ammiriamo come fondamento estetico e morale della danza Kuchipudi è in gran parte dovuto a questi maestri che ne definirono i passi fondamentali, diedero corpo agli assolo e introdussero le danzatrici in scena.

Per circa cinque secoli solo quindici famiglie di brahmani hanno conservato la tradizione di questo stile: all’interno di questa storia familiare, Chitrangee Uppamah ha ricevuto l’insegnamento da Vempati China Satyam – ultimo discendente di una di quelle quindici famiglie – e dalle sua allieva Satya Priya Ramana.

Chitrangee Murugan Uppamah

Laureatasi al Mahatma Gandhi Institute di Mauritius nel 1988, si è specializzata presso la Satya Priya Kuchipudi School di Madras. Numerosi i corsi di perfezionamento che ha seguito con celebri maestri tra i quali Premila Uppamah e Satya Priya Ramana. Approfondisce lo studio del canto e della musica carnatici e di un ampio repertorio folkloristico. Inizia l’attività di insegnamento alla Tyagaraja Traditional School di Mauritius. Continua poi l’insegnamento in Italia, a Catania, Ivrea e Torino.

Dal 2002 dirige una scuola di danza kuchipudi, attualmente attiva presso la Reale Società Ginnastica di Torino. Collabora stabilmente con Balachandar Muttukrishnan, percussionista internazionale, che insegna attualmente al Bharata Vidya Bhavan Institute di Londra e con il quale ha istituito la prima commissione esaminatrice in Italia per lo stile Kuchipudi.

Esperienza artistica

Dopo il debutto sulle scene della danza classica indiana ed una serie di spettacoli tenuti in Sud Africa, dal 1993 inizia, con crescente successo, un’intensa attività artistica in tutta Italia, dalla Villa Bellini di Catania al Teatro Regio di Torino, fino ai teatri di Roma, Bologna, Firenze, Milano e Venezia. Ospite di numerosi festival e manifestazioni dedicati alla musica e all’incontro fra le culture, partecipa al festival Identità e Differenza a Torino e alla stagione Strumentario a Pistoia, a cura del Museo Marino Marini. Nel 2002 ha rappresentato lo stile Kuchipudi al Festival dell’India di Milano ed ha partecipato, realizzandone la coreografia, allo spettacolo di teatro, musica e danza Icone, presentato nei teatri di Umbria e Toscana. É stata ospite nel 2003 dell’evento scenico Passaggi, prodotto dall’Atelier Gluck di Milano. É stata invitata a tenere un laboratorio e una performance all’Università di Bologna nel quadro della manifestazione India: danza, musica, teatro e cinema. Insieme ai suoi allievi ha animato con tre serate tematiche il festival India a Palazzo, ai Giardini Reali di Torino. É stata ospite nel dicembre 2003 della trasmissione televisiva Porta a Porta su RAI UNO. Nel 2004 presenta un nuovo spettacolo che unisce danza e teatro a Theatropolis – VII festival internazionale delle arti della scena della Città di Moncalieri (TO); è ospite del Piccolo Regio di Torino e realizza le coreografie dello spettacolo La Danza del Divino per il Comune di Milano. Sempre a Milano è autrice delle coreografie di Danzare il Labirinto, manifestazione realizzata da Atelier Gluck Arte Milano, in omaggio all’indologo Alain Danielou, in collaborazione con Fnac e Centre Culturel Français de Milan. Nel 2005 inaugura un percorso di formazione in Sardegna ed è ospite del CESMEO (Istituto Internazionale di Studi Asiatici Avanzati) di Torino. Nel corso del 2005 è stata ospite del Festival Musicando di Bologna dove si è esibita con il percussionista indiano Trilok Gurtu. Da diversi anni collabora con alcuni centri culturali di fama nazionale e internazionale quali il CESMEO di Torino, Incredible India di Milano e l’Istituto Grotowski in Polonia, dove tiene seminari di danza kuchipudi. È artista del Festival itinerante dell’Oriente da oltre due anni.

Il laboratorio

Il laboratorio propedeutico di danza kuchipudi ha una durata di quattro ore, interrotte da un intervallo di un’ora e sarà introdotto da una prima parte teorica che consenta di rendere perfettamente comprensibile la successiva parte pratica. Il programma seguirà la seguente scaletta:

A – Introduzione della danza – contesto storico e tecniche:

  • Postura e impostazione della danza kuchipudi
  • Mudra – gesti delle mani
  • Pada bheda – movimenti dei piedi
  • Drishti bheda – movimenti degli occhi
  • Shiro bheda – movimenti del capo
  • Greeva bheda – movimenti del collo

B – Linguaggio del corpo nella danza – abhinaya:

  • Espressione del viso per comunicare le emozioni e i sentimenti

C – La danza:

  • Insegnamento di due brevi coreografie che permetteranno di praticare quanto presentato

SABATO 18 NOVEMBRE DALLE 10.30 ALLE 16.00

Costo per un seminario di un giorno: Euro 60,00 a persona (minimo 8 partecipanti)