Canto Khayal

La forma di canto classico conosciuta come Khayal (termine arabo-persiano che significa fantasia, immaginazione) è un genere altamente evoluto della musica classica indiana e il più diffuso oggi. Derivando dal Dhrupad e dal Dhamar, tra i più antichi generi musicali in uso e aventi origine nei templi hindu, esso ha mantenuto quei fondamenti unici della tecnica vocale e della filosofia del suono indiane, conosciute come nada-yoga, elaborandone la fluidità e la complessità ritmica e melodica. La disciplina si trasmette da guru a discepolo con il sistema di trasmissione orale attraverso i secoli in un processo di innovazione nella tradizione, integrando cioè alcuni elementi delle culture assimilate dalla tradizione indiana, soprattutto la poesia e la musica arabo-persiana.

Supriyo Dutta è un musicista emergente della musica classica hindustani. Inizia il proprio apprendistato all’età di cinque anni, dapprima come allievo di Shri Bidhan Mitra e in seguito, grazie ad una borsa di studio, di Pandit Ramkrishna Basu, discepolo del grande Ustad Ameer Khan della Indore Gharana o Scuola di Indore. Riceve il diploma M.A. (Gold Medalist in musica vocale) presso l’ Università di Kolkata Rabindra Bharati insieme ad altri riconoscimenti e premi di rilievo, quali il National Youth Festival presso la Sarbo bharati Sangeet-o-sanskriti Parishad, il Pasun Bandhopadhyaya memorial award. Si è esibito in importanti concerti in India ed ha cantato e tenuto laboratori di canto indiano in diversi paesi d’Europa. Supriyo accompagna l’attività concertistica ad una intensa attività di insegnamento in India. Durante i concerti si accompagna con il surmandal, un particolare salterio intonato su specifici raga.

Il laboratorio prevede dimostrazioni ed esercizi secondo un metodo di insegnamento orale, nel quale con la guida del maestro Supriyo Dutta sarà possibile conoscere in maniera pratica e agevole i suoni fondamentali dell’ottava musicale indiana e la struttura di alcuni raga (lett: ciò che tinge di colore l’essere), forme melodiche classiche indiane. Dopo una particolare attenzione alla tecnica di emissione vocale (accompagnata da esercizi propedeutici e di respirazione pranayama), e all’intonazione pura della gamma di suoni sullo sfondo di un bordone, si intessono composizioni, variazioni ed improvvisazioni basate su peculiari cicli ritmici.