…un po’ provati, ma belli, sorridenti, felici di essere uno di fronte all’altro, dal vivo. Ognuno sul proprio tappetino, distanti, alcuni con la mascherina. Tutti rivolti verso il sole, con gli occhi un po’ socchiusi, come le marmotte appena uscite dalla tana, finito il letargo. Tutt’uno con l’erba del prato, con il vento, con il cielo. I rumori della strada, il vociare dei ragazzi, lo sfrecciare delle bici non li disturbano minimamente.

Alla fine, un gesto inaspettato: qualcuno si alza, mi chiede un abbraccio. Dico di sì senza pensare, perché è la cosa giusta da fare. È il suo corpo a chiederlo ed è il mio corpo a rispondere. Sono i nostri cuori, che non ce la fanno più, a decidere.