Questo 2018 è stato un anno davvero emozionante!

Abbiamo iniziato e concluso un corso di Lingua Hindi qui ad Aosta, nelle Alpi, con ben 6 iscritti, tanti quanti i miei compagni di corso a Venezia nel 2005.

A marzo 2019 partiremo per la prima volta, con 11 di voi, direttamente da Aosta alla scoperta del Kerala, nell’India del sud.

Abbiamo passato un’estate a fare acrobazie nei prati scongiurando i temporali, talvolta sotto cieli neri e tempestosi, talvolta rifugiandoci sotto tettoie o ripari di fortuna.

Abbiamo saltato, pianto, dormito sul tappetino.

E poi abbiamo lottato, lo scorso novembre, con l’arrivo del freddo e della pioggia che portano malinconia.

Devo ringraziare tutti voi che quotidianamente passate di qui, ritagliando un po’ del poco tempo libero che rimane tolti il lavoro, la famiglia, gli amici e….

Ho passato molto tempo del mio 2018 a studiare dei libri che mi hanno appassionato: approfondimenti e ricerche in tutti i campi dello yoga e della filosofia indiana. A volte abbiamo condiviso insieme spunti di saggezza indiana. Giorno dopo giorno, però, è emersa la consapevolezza che la mia università e il libro da cui imparare siete voi. Devo ringraziare ogni singola persona che è passata di qui a scambiare e a incanalare le sue energie in quell’unica vibrazione di Om.

So che non è facile entrare tranquilli e in silenzio in un luogo dove questo silenzio è quasi imposto. Alla fine della giornata si ha voglia di fare due chiacchiere con la propria vicina e scaricare così lo stress della giornata. Invece voi questo silenzio lo rispettate e lo capite nella sua essenza di digiuno verbale, che ci aiuta a superare le abitudini quotidiane, le banalità culturali e gli automatismi. Forse non possiamo ancora dire di trovarci in un Gompa buddhista….ma ci lavoreremo!!!

respiro e mente allineati. Una pratica avanzata non consiste nel saper fare posizioni difficili, ma nel fare posizioni facili con la mente rivolta interamente all’osservazione del mondo interiore, dove si sente il suono del proprio respiro e dove si vedono le immagini e i pensieri nascere dalle profondità del cuore o dalla superficie della mente. Con la pratica si impara a lasciar andare tutto quello che teniamo stretto a noi, ci si libera dalle tensioni, dai blocchi e dagli attaccamenti.

Al di là delle nostre acrobazie e allungamenti sul tappetino, quel che di più conta è quel mantra finale, Shanti Shanti Shanti, e quanto a lungo risuona questa vibrazione dentro ognuno di noi, cioè a dire quanta di questa pace portiamo nella nostra vita quotidiana, quanta di questa pace comunichiamo agli altri.

Questo era il messaggio dei miei Maestri, questo è per me l’appassionante e inesauribile cammino nello yoga. La mia rotta è illuminata dal loro esempio e dal lavoro quotidiano insieme a voi.

L’unicità dei Maestri sta nel riflettere e incarnare se stessi e la loro filosofia, non nel predicarla o insegnarla. Come si arriva a incarnare se stessi? Lavorando sul proprio ego, inteso come senso di separazione dall’altro. Dice Swami Govinda: ” Quando, lavorando su te stesso, lasciando perdere il continuo bisogno di giudicare le persone e le cose, di dire – questo mi piace, questo non mi piace – , mettendo da parte le tue istanze, le tue preferenze, perché la scelta tra una cosa o l’altra non altera la tua beatitudine, allora diventa più sottile il velo che separa te dagli altri. Continuando su questa strada, il velo scompare e si realizza di essere tutt’uno con tutti e con tutto il mondo”.

Non una ginnastica, non un mero sapere intellettuale, non una filosofia morale, bensì un esercizio spirituale o esercizio di consapevolezza è lo yoga. In questo esercizio è il potenziale di trasformazione individuale nella direzione della libertà.

26 gennaio perché saremo in India, terra di continue e intense ispirazioni. Vi aspetto però per la Fiera di Sant’Orso, il 30 e il 31 gennaio, a bere un thè indiano e a mangiare qualche frittella vegetariana. Se invece volete portare la vostra bottiglia, non vi cacceremo!

A presto,

Buone feste a tutti!

Giulia